L'anello di congiunzione dei laici nella famiglia somasca

Albano Laziale 26.28 agosto 2011

   Si è concluso ieri , ad Albano Laziale – esattamente 500 anni dopo il primo giorno di prigionia di Girolamo –  il 4° Incontro del Movimento Laicale Somasco: Spezzare le catene.

Quasi duecento donne e uomini, provenienti da tutt’Italia e con la fraterna compagnia di alcuni amici di Romania, Albania, Ecuador, Colombia.
Spronati dalla grinta contagiosa di Don Ciotti e di Suor Eugenia Bonetti (missionaria della Consolata); stimolati dalla presenza di un allievo di Don Milani (Paolo Landi), abbracciati dalla tenerezza contagiosa di Paolo Ramonda, successore di Don Benzi; incuriositi dai “Fatti di Vangelo” raccontati dal giornalista vaticanista Luigi Accattoli; salutati sorprendentemente dal Papa nell’Angelus di domenica e infine stupiti ancora una volta dalle mille concrete declinazioni nel mondo del carisma somasco. Capace di mantenere intatto la propria freschezza, dopo mezzo millennio.
Ma soprattutto affiancati in questa esperienza rigenerante da alcuni religiosi somaschi guidati dal Padre Generale, nel segno della crescente alleanza all’interno della Famiglia Somasca.

Programma e interventi:

Foto:  vedi galleria

https://picasaweb.google.com/Francesco.De.Girolamo/SelezioneAlbano?authuser=0&authkey=Gv1sRgCPvoksnygujmKQ&feat=directlink


Spezzare le catene”, il tema di quest’anno coincide con quello dell’anno giubilare della Congregazione dei Padri Somaschi, “Dirupisti vincula mea”, a cinquecento anni da quel 27 settembre 1511 in cui san Girolamo fu miracolosamente liberato dalle catene della sua schiavitù.

È un tema forte e impegnativo, che sa di dolore ma anche di speranza .

Questo vuole essere il nostro prossimo incontro di Albano: un momento di riscoperta del carisma di S. Girolamo, passando come lui attraverso le fatiche e le catene dei nostri giorni, per scoprire che la libertà vera è frutto della conversione, di un cuore che sa aprirsi alla sofferenza propria e di chi ci sta accanto, sapendo che nessun dolore è fine a se stesso.

Ritrovarci ad ascoltare e a condividere le esperienze di ognuno di noi … approfondire temi di attualità, provando a guardarli da una prospettiva nuova per leggere nel nostro tempo spiragli di speranza … perché il dolore, la malattia, il disagio sociale, la povertà, la violenza, la paura non siano argomenti relegati ai telegiornali, ma siano da noi conosciuti e affrontati in profondità e con la certezza che costruire un futuro migliore è possibile e tocca a noi!

Don Ciotti ha confermato la sua presenza al nostro Incontro … Ecco il nuovo PROGRAMMA:



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