L'anello di congiunzione dei laici nella famiglia somasca

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MOVIMENTO LAICALE SOMASCO

 

RELAZIONE DEI DELEGATI AL PRIMO CAPITOLO DELLA PROVINCIA D’ITALIA

 

INTRODUZIONE

Innanzitutto ringraziamo il Padre Generale per avere invitato la realtà oramai quinquennale del Movimento Laicale Somasco. Lo ringraziamo inoltre per esserci stato vicino in tutto il percorso del movimento, in prima persona o per mezzo dei suoi delegati, che sono stati una luce anche nei momenti di maggiore difficoltà, in cui non era semplice capire quale fosse la giusta strada da seguire. Pensiamo in particolar modo a: Padre Mario Ronchetti, Padre Mino Arsieni, Padre Francesco Murgia, Padre Dante Cagnasso, Padre Luigi Bassetto, Padre Giuseppe Oddone, Padre Pasquale Macchia e molti altri Padri che nei diversi momenti hanno preso parte ai nostri incontri.

Ringraziamo poi tutti i padri capitolari qui presenti, per averci accolti, proprio come fratelli – con il calore di chi apre le porte ad un pezzo della propria famiglia – in un momento così intimo della loro vita religiosa.

Il Movimento Laicale Somasco, così come oggi organizzato, nasce nel 2008 su impulso del Consiglio Generale e raduna un numero significativo di realtà laicali in prevalenza italiane e comunque collegate alle provincie religiose italiane (oggi “la” Provincia Italiana). Realtà imperniate nella vita di alcune opere scolastiche, assistenziali e parrocchiali della congregazione somasca.

Il Movimento Laicale Somasco è coordinato da un’equipe mista che comprende laici e religiosi. Questi ultimi garantiscono la vivente e genetica connessione di questo movimento alla Congregazione stessa.

La nostra presenza a questo Capitolo non vuole dunque essere a titolo personale, ma rappresentativa di questo variegato movimento, che ci ha incaricato di rappresentarlo.

Ci presentiamo: Alessandra Moi, opera da circa 20 anni in una comunità somasca, nello specifico nella comunità per minori di Elmas: prima come volontaria, quindi come educatrice, avendo voluto coniugare all’impegno volontaristico anche un impegno professionale.

Valerio Pedroni opera  da 16 anni nel mondo somasco, nell’ambito delle realtà di Milano rivolte al disagio sociale della città e dell’hinterland, anch’egli prima come volontario e quindi come volontario e operatore.

Dato che nella sua lettera di invito il Padre Generale ci ha dato una traccia per la presentazione del  nostro contributo, abbiamo organizzato la nostra relazione cercando di rispondere a questi tre quesiti:

–        Come vedo e percepisco la Congregazione somasca oggi in Italia?

–        Cosa mi aspetto oggi dalla Congregazione somasca in Italia?

–        Cosa il Laicato somasco offre allo sviluppo della missione somasca in Italia?

COME VEDO E PERCEPISCO LA CONGREGAZIONE SOMASCA OGGI IN ITALIA

La percepiamo come la radice che ha generato ed alimenta il piccolo albero del Movimento Laicale Somasco, come la depositaria di un patrimonio carismatico di attenzione e di opere per i poveri, custode e portatrice di un carisma di grande contemporaneità e profezia, in grado di attirare la passione dei laici, giovane e adulti, oltre che il riconoscimento delle istituzioni come parte della Chiesa.

Al di là di alcune sofferte chiusure di opere e nonostante la diminuzione dei religiosi e dell’innalzamento della loro età media, percepiamo la Congregazione in Italia tuttora viva e generatrice di carità.

COSA MI ASPETTO OGGI DALLA CONGREGAZIONE SOMASCA IN ITALIA

Ci aspettiamo che la Congregazione da un lato continui ad essere titolare delle Opere per garantirne la Missione e di continuare a farlo esercitando questo ruolo come servizio. Dall’altro di esercitare concretamente il ruolo di custode del Carisma per conservarne la vitalità, garantendo percorsi di formazione permanente a tutto il laicato e assicurando un congruo numero di religiosi che animino il Movimento.

Serve, e oggi manca, una Scuola di Formazione per Laici della Famiglia Somasca.

Ci aspettiamo che la Comunità religiosa locale possa animare i fratelli laici avendo un orizzonte “territoriale” più ampio della singola opera, essendo fulcro formativo ed animativo di una serie di opere omogenee per area geografia e/o tipologia, delle quali la comunità non sarebbe necessariamente e sempre direttrice, bensì pastore. Dunque la comunità religiosa locale come attracco per opere sguarnite di religiosi e andate alla deriva, sostegno per quelle già attive, faro che illumini la via per aprire opere nuove.

 

Ci aspettiamo che il singolo religioso continui a testimoniare con il suo esempio di servo povero tra i poveri, fratello tra i fratelli laici, corresponsabile con questi, in eguale misura, nella pratica quotidiana di accoglienza e di educazione. Un religioso così è la cellula originaria, la condizione di possibilità per la comunità religiosa e per l’Istituzione di assolvere alle rispettive grandi responsabilità sopra descritte.

 

COSA IL LAICATO SOMASCO OFFRE ALLO SVILUPPO DELLA MISSIONE SOMASCA IN ITALIA

Come premessa, non vogliamo dimenticarci che la specificità del Movimento Laicale Somasco non è quella di essere un movimento autonomo (alla stregua dei movimenti laicali post-conciliari), ma originariamente imperniato nella vita di una congregazione, quella somasca, che lo ha generato e continua ad alimentarlo come un albero alla sua radice. In questo senso la partecipazione di tutti i gruppi laicali, è possibile solo se voluta e sollecitata dalle varie comunità della provincia

1. Superare i confini

  1. Abbiamo sperimentato in questi anni, in modo embrionale, fragile, incompleto, la bellezza di una provincia unica dei laici somaschi. Ma anche a noi laici restano da abolire molte  “province”. Anche noi abbiamo le nostre province, non solo quelle delle comunità somasche a cui facciamo riferimento, ma anche quelle dei vari ambiti di attività, dei vari stili e sensibilità, dei vari enti giuridici (associazioni, fondazioni, ecc.) di cui facciamo parte.
  2. Vogliamo essere un Movimento di “movimenti”. Nel pieno rispetto delle varie identità vorremmo condividere i nostri “luoghi” di incontro, di decisione, di pensiero, di comunione… con tutte le realtà laicali che vivono a contatto con religiosi e opere somasche e magari crearne degli altri. Per ottimizzare le risorse di persone. Per non moltiplicare e impoverire le iniziative.

Non movimento che assorbe e ingloba e quindi toglie la specificita’ ai gruppi  locali, ma filo che li collega, che crea ponti rendendo arcipelaghi quelle che rischiano di essere isole nel mare, dunque sole: perché ormai soli si affonda, soli si muore. In questo senso mancano ancora dei tasselli importanti perché il movimento possa essere veramente esaustivo di tutti i gruppi e dunque di tutti i colori dell’arcobaleno laicale somasco. Perciò sarebbe auspicabile un sostegno ancora maggiore da parte dei padri, affinchè non ci siano indugi ad un maggiore coinvolgimento dei gruppi alla partecipazione nel Movimento Laicale ai due luoghi di concertazione del movimento, ovvero: l’equipe mista e gli incontri periodici dei referenti.

  1. Vorremmo che l’equipe mista lo sia in senso pieno: espressione dei vari ambiti, con un mandato forte rispetto al mondo laicale. Referente della Congregazione. Con la presenza del Padre Generale o un suo delegato.
  1. Culla di formazione e garanzia di uno stile
    1. Vogliamo sviluppare un metodo di formazione spirituale carismatica per il popolo laico che coniughi l’essere e l’agire, il carisma e le opere.
    2. Portato avanti da laici e religiosi con un mandato specifico.
    3. A favore dei laici.
    4. Generatore di appartenenza, affinché le Opere siano animate, guidate, formate, aggregate da uno stile somasco di cui il MLS sia garante per la Congregazione.
    5. Fucina e garante delle formazione dei laici ai quali la Congregazione può chiedere di condividere responsabilità nelle opere. (che ai laici, soprattutto a quelli con funzione di responsabilità sia chiesto di condividere questo percorso di formazione, come elemento di garanzia, affinché il laico non travisi un certo stile, a maggior ragione qualora abbia da rapportarsi con le istituzioni)
  1. Formazione permanente
    1. Che rispetto ai contenuti possa utilizzare come asse il testamento di S.Girolamo; quindi la Dottrina Sociale della Chiesa, dato che il movimento laicale deve configurarsi come un pezzo, una rappresentazione specifica nel mondo variegato della Chiesa cattolica.
    2. Che sia organizzata a livello locale attraverso percorsi formativi, sussidi e con il supporto agli animatori locali, religiosi o laici (che siano adeguatamente preparati).
    3. Che sappia organizzare anche esercizi spirituali (come richiesto soprattutto dai gruppi del sud Italia anche come momento di condivisione forte con i religiosi)
    4. Per questo sarebbe opportuno individuare un luogo (o più di uno) permanente per la formazione somasca dei laici: Centro di spiritualità di Somasca, Quero, Martina Franca…
  1. Il Movimento dunque si propone di favorire e esprimere la comunione
    1. Ovvero il raccordo tra le varie realtà, possibilmente utilizzando uno strumento di comunicazione che tenga insieme realtà geograficamente distanti (dunque un sito?, piuttosto che una newsletter etc.)
    2. E continui ad organizzare un Convegno annuale che sia espressione di tutte le forze laiche della Famiglia Somasca (anche in questo senso sarebbe sicuramente auspicabile un’ulteriore incoraggiamento da parte di quelle realtà ancora poco presenti e rappresentate)..
    3. Il Convegno annuale è stato e vuole continuare ad essere una grande festa, ovvero un momento di formazione, condivisione e  ascolto delle voci del mondo (somasco e non)
  1. Il Movimento vorrebbe infine offrire ai laici esperienze forti, che dunque creino condivisione, appartenenza e formazione concreta allo stile somasco. Si pensa a:
    1. Residenzialità nelle opere per brevi/lunghi periodi.
    2. Campi di lavoro nelle missioni.
    3. Rivalutazione della Aggregazione e/o forme di consacrazione laicale.
    4. In questo senso sarebbe già un passo significativo quello di trovare luoghi e momenti di maggiore condivisione all’interno dei territori e delle opere tra comunità religiose  e laici somaschi lì impegnati.

Concludiamo con la consapevolezza che la continuità del movimento laicale chieda necessariamente un impegno e una speranza:

–        Sia da parte del nerbo dei laici impegnati e volenterosi

–        Sia da parte dei padri e della congregazione, proprio per la specificità di questo movimento, come abbiamo sopra detto.

Solo in questo modo esso potrà essere una risorsa anche per la Congregazione non solo operativamente (gestione delle opere), ma che possa anche incoraggiare taluni giovani laici ad un livello di ricerca e di approfondimento ulteriore che possa culminare in una chiamata vocazionale.

Di nuovo vero dunque il detto per cui:

“due non è il doppio di uno, ma il suo contrario, contrario alla sua solitudine, filo doppio che non è spezzato”.

 

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