L'anello di congiunzione dei laici nella famiglia somasca

6° Raduno del movimento laicale somasco (MLS)

Oltre le opere uno stile di vita

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Dal 25 al 28 luglio 2013 ad Albano Laziale si sono riuniti circa 200 laici provenienti dalle diverse realtà delle opere somasche in Italia, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Campania, dal Lazio, dal Piemonte, dalla Liguria, dal Veneto e dalla Lombardia (la regione a più alta concentrazione di iniziative caritative somasche), come pure dalla Spagna e dall’Albania.

Oltre al lavoro ed alle responsabilità in strutture scolastiche o parrocchiali, molti laici (più di 150 dipendenti) sono impegnati nella FONDAZIONE SOMASCHI, formata da una rete di opere, di prima linea e di frontiera, nel campo dell’assistenza a malati terminali, a ragazze di strada, a ragazze madri, al recupero di alcolisti o di tossicodipendenti,  a minori abbandonati, in sintesi di aiuto alle persone in situazione di grave fragilità. La congregazione dei Padri Somaschi ha messo a disposizione le sue strutture, ma la gestione e la direzione di quasi tutte le singole opere, con una ridottissima presenza di religiosi, è portata avanti da laici responsabili, tutti chiamati ad operare nel sociale secondo il carisma di San Girolamo Emiliani. Si tratta di un grande impegno, serio e silenzioso che ha bisogno di essere sostenuto, anche da chi non è direttamente coinvolto, con il versamento del cinque per mille.

Ma oltre le opere è necessario uno stile di vita. Questo era il tema, l’argomento di riflessione, di dibattito, di scambio di esperienza. Quale lo stile operativo del laico somasco?.

Certamente uno stile di vita, ispirato agli ideali ad alla prassi di San Girolamo Emiliani, santo laico del Rinascimento, che ha voluto servire i poveri (si firmava Girolamo, servo dei poveri), con essi vivere e morire. E’ stato significativo che la data di inizio del Convegno coincidesse con la visita di Papa Francesco alla favela di Varginha ed alla Cappella di San Girolamo Emiliani, che i primi Padri Somaschi missionari in Brasile, avevano costruito proprio cinquant’anni fa nel 1963 ed aperto a Rio de Janeiro nel cuore della favela, in mezzo ai poveri. Anche questo è stato letto come un segno della Provvidenza ed uno stimolo alla speranza.

Le diverse testimonianze degli operatori hanno chiarito inoltre che si tratta di uno stile di vita volto all’attenzione all’altro con un sentimento di accoglienza e di empatia, e nello stesso tempo anche di gratuità e disponibilità che va ben al di là delle stesse ore di lavoro richieste.

E’ anche uno stile di vita che richiede un continuo aggiornamento spirituale, carismatico, operativo, psicologico. In questo ci hanno aiutato gli interventi di Mons. Luigi Bettazzi, che nonostante l’età ha parlato con travolgente spirito giovanile della presenza dei laici nella Chiesa secondo il Vaticano II. I laici si realizzano secondo le costituzioni conciliari  nell’ascolto della parola di Dio e nella lettura della Bibbia, nella partecipazione all’Eucaristia, sacramento di comunione, nella loro missione sacerdotale profetica e regale di vita nella Chiesa, nella missione al mondo come testimoni dei valori umani e cristiani. Lo psicologo. Ezio Aceti ha affrontato invece il problema “La famiglia, gli adolescenti e l’educazione” insistendo soprattutto sulla vicinanza affettiva ai piccoli e ad ogni adolescente, sull’eliminazione di ogni pregiudizio, sull’accettazione della realtà, sul sostegno da offrire costantemente nella situazioni di difficoltà, senza nascondere o travisare i dati reali.

Uno stile di vita che richiede anche un grande amore alla realtà umana in tutti suoi aspetti ed in tutte le sue fasi dall’inizio alla sua conclusione. Il giornalista dell’Avvenire Pino Ciociola ci ha aiutato a compiere un viaggio tra le contraddizioni, le inadempienze, le pieghe e le piaghe, le ipocrisie della nostra società.

Uno stile di vita che esige anche un confronto con altre esperienze di carità che in modo analogo sono in atto nella società e nella Chiesa: Don Gino Rigoldi ha parlato della sua vita con i ragazzi più difficili, quelli del carcere e dei quartieri di periferia; Arnaldo ed Elisabetta hanno comunicato l’ esperienza di una comunità familiare (La casa sull’argine nel Mantovano), che accoglie ed accompagna ragazzi in abbandono ed in difficoltà,  Franco Invernizzi della casa di Andrea – Segnavia del suo lavoro per favorire il processo di inserimento sociale di uomini in condizioni di fragilità, offrendo l’occasione per un accompagnamento lavorativo e socio-relazionale graduale e protetto. Sono tutte esperienze di vita con le quali il gruppo di laici impegnato nelle strutture caritative somasche particolarmente si rispecchia e si.riconosce.

Uno stile di vita che postula la vicinanza, la presenza, la stima il coinvolgimento dei Religiosi somaschi, che sono i primi destinatari del carisma di San Girolamo, ma anche l’anello di trasmissione, e che assolutamente debbono assicurare la loro vicinanza, la loro stima ed amicizia, la loro consulenza, la loro fraternità agli operatori laici. Tutti fratelli sotto un unico sole: quel dono di amore, di carità operativa e di fraternità, che Girolamo Emiliani, fervente e rifugio dei poveri, ci ha lasciato.

P. Giuseppe Oddone

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