L'anello di congiunzione dei laici nella famiglia somasca

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8° Convegno del LAICATO SOMASCO

mls

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7° Convegno del LAICATO SOMASCO

LOCANDINA 2014

Ciao carissimi!

Il nostro incontro annuale del 2014 che avrà come titolo:

 AVRO’ CURA DI TE

si terrà ad Albano Laziale (RM) il 29-31 agosto 2014

E’ stato scelto questo tema per parlare dell’esperienza della tenerezza di Dio.

L’espressione materna dell’amore  è un filo d’oro ricorrente nella vita di S.Girolamo e si potrebbe riassumere nella capacità di “prendersi cura”. L’insegnamento religioso di una madre, l’intervento misterioso di Maria, il coraggioso impegno a favore delle donne di strada, la premurosa educazione degli orfani e degli abbandonati…

Oggi di questo dono custodito dalla Congregazione ne partecipano anche tanti laici ai quali si aprono ampi orizzonti di impegno: nell’accoglienza di minori o adulti in difficoltà, nella passione educativa culturale e religiosa, nell’impegno per il bene comune nella vita sociale e politica, nella salvaguardia del creato…

MODALITA’ ISCRIZIONE : La scheda d’iscrizione che trovate qui di seguito dovrà pervenire entro il 30 aprile 2014 – La quota di partecipazione potrà essere versata sul conto Banco Posta intestato all’Associazione Laicale Somasca a mezzo Bollettino Postale sul conto: 001003227434 o  con bonifico IBAN IT14N0760115900001003227434  con la causale: iscrizione convegno 2014 o direttamente all’arrivo.

scheda iscrizione 2014

“Questa era la mia vita: buona e semplice”

Il 21.02.2012, dopo una lunga malattia, a Somasca partiva per il paradiso il nostro caro Fratel Giuseppe Ronchetti (66 anni).

“Chi ha conosciuto da vicino Fr. Giuseppe può dire di aver sentito la carezza e la tenerezza di san Girolamo. Ora è più vicino a colui che ha seguito, imitato e servito per tutta la vita”, ecco come lo ha ricordato il P. Generale dei Padri Somaschi.

“La vita è l’infanzia della nostra immortalità” (J. W. von Goethe) … Ecco una pagina in cui Fratel Giuseppe parla di sè.

La mia infanzia

(anni ’50 – ’60)

Inizio questo brano con il racconto di come era vissuto il giorno di festa e di riposo a Garlate, il mio paese natale, durante la mia infanzia.

La domenica percorrevamo due volte la strada vecchia (non asfaltata): la mattina per recarsi alla messa “alta” ed al pomeriggio per andare ai vespri ed all’oratorio.

La messa era celebrata in latino.

A quei tempi, la domenica era la Domenica e nessuno andava via per gite o viaggi, ma tutto il paese, anche quelli che abitavano nelle frazioni più lontane, si incontravano per fare parole rinnovando così l’amicizia.

Questo giorno iniziava con la santa messa delle 6, senza predica, finiva velocemente – pensata per le madri di famiglia – perché potessero preparare qualcosa di buono per il pranzo. Ora non viene più celebrata.

Più tardi c’era la messa solenne: i primi ad entrare in chiesa erano i bambini e le bambine (erano più i maschi delle femmine), poi le figlie di Maria con un gran velo bianco, lungo, in testa e sulle spalle, poi gli altri fedeli.

Era però abitudine per gli uomini rimanere sul sagrato per raccontarsi i fatti della settimana. Quando suonava il Santus entravano: era il momento più solenne, quello della consacrazione.

I fedeli non comprendevano niente della messa perché era in latino; la gente semplice di campagna, non capiva quello che cantava, tanto meno quello che diceva il parroco sottovoce, sempre in latino. Lui leggeva il Vangelo in latino, poi si voltava, andava alla balaustra dove lo ripeteva in italiano.

Per i fedeli era l’unico testo comprensibile. Seguiva poi la predica, in cui trovava spazio ogni genere di ammonizioni e di esortazioni attinenti più alle situazioni locali che non al brano del vangelo appena letto.

Sempre durante la messa le vecchiette recitavano il rosario e smettevano solo al momento della consacrazione quando il campanello suonava, svegliando e richiamando tutti.

Mentre il parroco alzava prima l’ostia e poi il calice ci si genufletteva ed il silenzio era totale ed assoluto: chi chinava la testa, chi si metteva in ginocchio, tutti però assistevano alla messa con grande fede.

Il sacrestano se ne stava in campanile, alla luce di una flebile lampadina, facendo rintoccare le campane affinché le persone anziane ed ammalate – a casa – si unissero alla comunità nella preghiera.

Prima della comunione del parroco i fedeli intonavano canti pii e devoti.

La domenica non finiva qui: nel pomeriggio si faceva un’altra passeggiata per le strade vecchie, poi si andava all’oratorio ed ai vespri solenni: un grande profumo di incenso saliva al Santissimo Sacramento; anche in quest’occasione, solenni inni e canti in latino.

L’oratorio era diviso per maschi e femmine: le femmine stavano alla scuola materna, mentre i maschi all’oratorio vero e proprio.

Il 2 Novembre trascorrevamo quasi tutta la mattina al cimitero perché ogni sacerdote doveva celebrare tre messe e si faceva a gara a correre da una cappella all’altra (al suono del campanello).

Una volta al mese c’era il ricordo dei cari defunti con la processione al cimitero.

C’è poi da dire che nei giorni feriali le messe erano quasi tutte “da morto”, cioè coi paramenti neri. Inoltre c’era la messa di “prima classe”: in chiesa veniva montato un catafalco altissimo e sovente venivano i padri di Somasca per aiutare il parroco (c’era la cosiddetta messa e ufficio in terzo, con tre sacerdoti).

Tutto era più solenne, canti curati e con la partecipazione delle confraternite cui il defunto aveva lasciato offerte.

Ci piaceva andare ai funerali quando eravamo liberi dalla scuola, per sentire il bel canto delle litanie dei Santi (che erano abbastanza lunghette).

La bara veniva portata a spalla dai parenti ed amici del defunto. Quattro persone reggevano il fiocco del drappo nero in segno di affetto e riconoscenza. Noi bambini arrivavamo per primi al camposanto e poi alla tomba per dare l’ultimo saluto al defunto, buttando sopra la bara manciate di terra ed anche per sentire la preghiera in latino, forse era il Salmo 129: “Dal profondo a Te grido, o Signore. Signore ascolta la mia preghiera”.

Ricordo come fosse oggi, quando è morta una bambina: io coi miei fratelli siamo saliti fino alla frazione Buffa ed abbiamo visto la creaturina posta sopra il comò. Era bella come Maria Bambina.

E che dire del funerale del Parroco don Luigi? Il buon don Egidio, prima che il parroco morisse, ci ha accompagnati (tutti i ragazzi dell’oratorio) a salutarlo per l’ultima volta. Che tristezza e che povertà il locale in cui si trovava: solo il letto ed una stufa!

In compenso i suoi funerali sono stati un trionfo: tutto il paese era presente, persino i due o tre comunisti!

Il giorno successivo la maestra ci ha detto di svolgere una tema sul funerale del Parroco. Il più interessante e completo l’ha svolto Aldo, tanto che la maestra l’ha fatto mettere in archivio. Chissà se ci sarà ancora?

Quando non potevamo andare ai funerali, al passaggio del feretro – con il permesso della maestra Mauri – andavamo alla finestra, non solo a curiosare, ma a recitare l’Eterno Riposo.

Che dire di quelle messe antiche? Erano senz’altro consone al tempo, tempo davvero della cristianità e confesso che a me non han fatto male, anzi mi han fornito una robusta spiritualità cristiana.

A quei tempi, nei nostri paesi di campagna, la vita era scandita dalla partecipazione alla comunità cristiana: tutti andavano in chiesa e si dicevano convinti di credere in Dio, salvo due o tre garlatesi che si dicevano “comunisti” (ma che la buona gente preferiva chiamare “strani”).

La figura centrale era il parroco, al quale si ricorreva nei momenti di difficoltà o per questioni familiari. Anche i pochi che gli erano avversi lo rispettavano, pur tenendosi a distanza.

Era temuto e rispettato perché dedicava tutta la vita e spendeva le sue forze per le anime a lui affidate. Quindi il pastore aveva cura del suo gregge, curava le pecore sane e quelle ammalate.

Quando c’era qualche festa in famiglia, alcuni ballavano e quando il parroco lo veniva a sapere, la domenica successiva tuonava dal pulpito con voce a volte minacciosa, a volte implorante.

Non mancava mai di fustigare i nuovi comportamenti che iniziavano a prendere piede dopo la guerra accusando di portare distrazione nelle famiglie e nella morale cristiana.

Tuonava anche contro alcuni parrocchiani che lavoravano la domenica.

Durante la primavera c’era la benedizione della campagna e qualche contadino approfittava per benedire anche la stalla, perché tutto andasse bene durante l’anno.

E che dire del mese di Maggio? Dopo la scuola, di pomeriggio, ci si recava nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano, detta la Madonnina, e tutti noi bambini recitavamo il rosario. Anche qui il profumo dell’incenso saliva alla Vergine Maria. Dopo la funzione si andava nei campi a raccogliere le campanelle (fiori bianchi).

Ricordo che una volta ci sono stati i Padri Passionisti per le missioni (prediche al popolo). Venivano – se ricordo bene – da Erba. Erano preparatissimi, descrivevano le loro penitenze del venerdì. Le donne accorrevano e portavano in canonica qualche pollo e uova per il loro sostentamento.

Abitavo lontano dal paese: Calcherino, l’ultima frazione di Garlate, ma il buon parroco, anziano, veniva a piedi per la benedizione natalizia e si fermava in casa per parlare con la mia nonna (non ricordo cosa si dicessero), poi prendevano un po’ di caffè (e chissà che caffè, forse acqua scura …).

Tutta la mia formazione cristiana era trasmessa dai sacerdoti: il parroco ed il coadiutore e le suore. Ricordo anche con tanta gioia il maestro unico alle elementari: la signorina Mauri di Olginate!

Da piccolo ho compiuto solo due gite: una a Valgreghentino ed una a San Girolamo.

A Valgreghentino siamo andati in corriera con una vicina di casa (una corriera col muso lungo che per avviarla aveva una manovella che dava il via al motore).

Durante il viaggio, ad un certo punto – a metà strada – la vicina mi indicò una casa, dicendomi che era la casa del diavolo, perché lì si ballava. Mi è rimasta impressa questa casa fino ad oggi. Allora ho pensato dentro di me che aveva proprio ragione il mio parroco a tuonare dal pulpito.

A San Girolamo ci siamo andati anche lì con la corriera, dalle Torrette fino ad Olginate, poi a piedi. Arrivati sul ponte mi sono aggrappato a mia nonna ed alla zia perché la diga formava delle onde strane ed avevo paura … Di questa gita ricordo solo la scala santa, l’altalena, nel prato dietro al castello, nel pomeriggio la visita alla chiesa, dove vi sono tuttora le spoglie del Santo. Ricordo il prete (San Girolamo) che dormiva sul sasso e mia nonna e la zia che mi facevano pregare.

Comprammo anche delle medagliette ricordo.

Fra i ricordi che custodisco nel cuore riguardo a mia nonna ce n’è uno, una preghiera breve che lei recitava in dialetto prima di andare a dormire: “ Mi a letto me ne vu, a levare mi non su. Se vien la morte mia, mi racomando l’anima mia!”.

Altri tempi! Si avvertiva già l’aria di cambiamento, grazie al Concilio Vaticano II.

Così si viveva in quei tempi, si cercava di essere buoni cristiani, si scherzava, riconoscendo tuttavia il dono prezioso della figura del parroco, don Luigi Perego (che da piccolo era stato a Valdocco  (Torino) – presente Don Bosco – ed ebbe la fortuna di vedere un suo piccolo miracolo: la moltiplicazione delle nocciole), che faceva sì che ci fosse in paese una convivenza serena.

Questa era la mia/nostra vita: buona e semplice.

Somasca 10 marzo 2011

                                                                                    Fratel Giuseppe Ronchetti

Nasce l’ASSOCIAZIONE LAICALE SOMASCA (ALS)

Il Movimento Laicale Somasco si dota della sua struttura operativa

 

Il Movimento Laicale Somasco prende forma ed inizia a strutturarsi!

Lo scorso 22 ottobre, infatti, è stata costituita a Brindisi presso il Santuario Santa Maria Madre della Chiesa in contrada Jaddico, l’Associazione Laicale Somasca davanti al notaio Stefania Carrozzini e con la partecipazione di 27 esponenti in rappresentanza di alcuni gruppi che compongono la grande “Famiglia Somasca”.

L’Associazione si è costituita sotto la forma di APS (Associazione di Promozione Sociale) ed in questa prima fase è alle prese con tutti gli adempimenti burocratici per poter operare.

Essa si basa su principi di democrazia ed uguaglianza e si pone come obiettivo fondamentale quello di rendere vivo ed operante lo spirito di carità e di servizio che animò San Girolamo Miani, fondatore dei Padri Somaschi, con iniziative di solidarietà, di prevenzione e recupero nell’ambito culturale e socio-assistenziale con particolare attenzione alla popolazione in situazioni di disagio e di contribuire, altresì, allo sviluppo della società in campo economico, culturale e civile mediante la progettazione e la realizzazione di azioni positive in ambiti diversi protesi tutti allo sviluppo ed alla tutela della persona dalla nascita fino alla morte.

In sostanza si può affermare che la nascita dell’Associazione dà corpo e concretezza a quanto affermato dal Padre Generale della Congregazione, p. Franco Moscone, nella relazione di apertura del capitolo del 2011 dove è raffigurata anche l’identità del Movimento. Padre Franco dice che non vi sono dubbi “nell’affermare che il Movimento Laicale Somasco esiste e che si tratta di laici conquistati da Cristo ed entusiasmati dal carisma di san Girolamo. Si tratta di una realtà plurale e molto diversificata secondo le aree geografiche, fatta di storie e sensibilità differenti ascrivibili alla diversa relazione avuta e che si ha con le diverse comunità religiose somasche ed a volte con singoli confratelli. Quello che conta è che possiamo affermare che con noi religiosi somaschi oggi c’è anche un popolo di laici somaschi, e che come noi è diffusi nei cinque continenti, parla la nostra lingua e diffonde la nostra cultura”.

Tra gli organi dell’Associazione figurano: il Presidente, il Vice Presidente, il Consiglio Direttivo, il Segretario ed il Tesoriere.

A ricoprire tali cariche in questo primo triennio sono stati chiamati con il consenso unanime di tutti i partecipanti all’Assemblea costituente: Eugenio Cascione (Presidente); Murgia Francesco (Vice Presidente); Arsieni Beniamino, Moi Alessandra, Fumaroli Elisa, Marocco Roberto (Consiglieri); Nebuloni Maria Grazia (Segretario); Gaverini Massimo (Tesoriere).

Eugenio Cascione

Per OFFERTE si possono effettuare versamenti con la causale:

CONTRIBUTO ATTIVITÀ ASSOCIAZIONE 

– bonifico bancario

sul conto Banco Posta intestato all‘Associazione Laicale Somasca:  

IBAN IT14N0760115900001003227434

– bollettino postale

sempre intestato all’Associazione Laicale Somasca sul conto :

001003227434

Nasce il portale web delle famiglie affidatarie d’Italia.

Dal 1° gennaio 2012 è on line il sito web del Tavolo Nazionale Affidospazio informale di confronto e raccordo che coinvolge le principali associazioni nazionali e reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie d’Italia, e che offre a chiunque fosse interessato un’ampia raccolta di contatti, informazioni, studi, normative, … sul mondo dell’affidamento familiare dei minori.

Elaborato nel corso del 2011, raccoglie in un unico spazio web le azioni comuni e le principali iniziative (convegni, pubblicazioni, …) realizzate dalla associazioni nazionali e dalle reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie d’Italia.

Il portale dedica le due Sezioni centrali:

  • al Tavolo: una finestra sulle attività del Tavolo Nazionale Affido che ne presenta i documenti comuni, gli appuntamenti, le iniziative;
  • all’Affido: uno spazio che offre un’ampia raccolta di eventi formativi (passati e futuri), la possibilità di download di documenti di approfondimento, normative di settore e materiali informativi, la segnalazione delle più recenti pubblicazioni in materia di affido, …

Scorrendo la barra dei menù è inoltre possibile accedere: alla sezione dedicata alle organizzazioni promotrici del Tavolo, attraverso la quale linkarsi rapidamente ai relativi siti istituzionali; alla sezione “contattaci”, con i riferimenti della segreteria nazionale del Tavolo e la possibilità di inviare messaggi, di porre quesiti, …

La home page favorisce l’accesso rapido agli ultimi aggiornamenti del Sito e alle recenti iniziative del Tavolo.

È infine attiva una sezione, raggiungibile sia dalla home page che dal menù, dedicata al Censimento dei gruppi di famiglie affidatarie d’Italia. Ne sono elencati oltre 340, distinti per regioni. La sezione, ancora in evoluzione, offrirà a breve tutte le indicazioni per contattare facilmente ciascuno dei gruppi, favorendo così il raccordo, il lavoro di rete, lo scambio di esperienze, …

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IL TAVOLO NAZIONALE AFFIDO

Il Tavolo nazionale affido è uno “spazio stabile” di lavoro e confronto tra le  associazioni/reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie, già impegnate da anni in percorsi di riflessione comune sulla tutela del diritto dei minori alla famiglia. Partecipano al Tavolo Nazionale Affido: Ai.Bi. (Associazione Amici dei Bambini), ANFAA (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie), Ass. COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII, Ass. FAMIGLIE PER L’ACCOGLIENZA, CAM (Centro Ausiliario per i problemi minorili – Milano), BATYA (Associazione per l’Accoglienza, l’Affidamento e l’Adozione), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), COORDINAMENTO AFFIDO ROMA (Coordinamento degli Organismi del Privato Sociale iscritti all’albo per l’affido del Comune di Roma), COREMI – FVG (Coordinamento Regionale Tutela Minori del Friuli Venezia Giulia), PROGETTO FAMIGLIA (Federazione di enti no-profit per i minori e la famiglia), UBI MINOR (Coordinamento per la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi – Toscana).

La “base comune” di riferimento del Tavolo è costituita dal documento “10 punti per rilanciare l’affidamento familiare in Italia” elaborato nell’autunno 2010 e presentato in occasione della Conferenza Nazionale della Famiglia svoltasi a Milano nei giorni 8-10 novembre 2010.  Tale “base comune” si inserisce nel solco della riflessione e dei documenti maturati nel pluriennale confronto delle Associazioni/Reti con il CNSA (Coordinamento Nazionale dei servizi affidi pubblici) e prende a riferimento l’analisi condivisa con altri organismi del terzo settore in seno al Gruppo CRC (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) come esposta nel 2° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite del novembre 2009.

Gli obiettivi del Tavolo sono individuabili a tre livelli:

a.      Livello Nazionale: sviluppare riflessioni condivise su questioni di rilevanza nazionale in materia di affidamento familiare e tutela del diritto dei minori alla famiglia; condividere e valorizzare le buone prassi maturate dai partecipanti o da altri enti; favorire percorsi di raccordo e di azione comune, specie nel dialogo con le varie istituzioni nazionali (CNSA, Conferenza Regioni, Cabina di Regia del progetto Nazionale Affido, …);

b.      Livello Regionale: approfondire il dialogo ed il confronto con le singole Regioni circa i processi di regolamentazione e di promozione delle politiche in materia di affidamento familiare;

c.       Livello “di base”: favorire percorsi di incontro, confronto, condivisione e visibilità per tutte le associazioni e le reti di famiglie affidatarie d’Italia, ivi comprese le organizzazioni sub-regionali e locali. Favorire altresì l’accesso alle informazioni, notizie, riflessioni, buone prassi, … da parte di tutte le reti/associazioni locali d’Italia.

Il Tavolo si configura come “raccordo leggero” tra le associazioni/reti, le quali custodiscono la piena autonomia e la propria specificità. Ciò è assicurato dai seguenti criteri:

  • Il Tavolo non è un ente giuridicamente costituito;
  • Le iniziative del tavolo sono decise di volta in volta dai membri. Ordinariamente le iniziative coinvolgono tutti i membri ma non è escluso che in taluni casi uno o più membri possano decidere di non partecipare ad un’iniziativa promossa dagli altri;

La segreteria, attualmente affidata all’Associazione Progetto Famiglia, non comporta funzioni di rappresentanza né di portavoce unico del Tavolo. Di volta in volta i membri decidono chi delegare allo svolgimento di singole azioni concordate.

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Per approfondimenti e contatti:

Segreteria del Tavolo Nazionale Affido

dott. Giordano Marco (PROGETTO FAMIGLIA)
tel.fax +39.081.91.55.48 – cell. +39.333.762.98.27 – marcogiordano@progettofamiglia.org

5° Incontro Internazionale del MLS

“LA STRADA VERSO CASA”

La strada come cammino di conversione interiore per partire da sé e poi per andare fuori, oltre noi stessi… capaci di incontrare l’altro… che è sfruttato, giudicato, perseguitato, ferito, abbandonato … e la domanda non è solo cosa stiamo facendo, che strada stiamo percorrendo … e cosa pensiamo del mondo in cui viviamo, delle sue strade, delle sue contraddizioni … ma anche “Noi da che parte stiamo?”…

Così la strada verso casa diventa strada via da casa … per necessità, scelta o donazione… E poi si trasforma nelle nostre mille strade per andare insieme verso Casa …

SABATO 28 APRILE

QUERO

Ore 17.00 à inizio ufficiale del 5° Convegno Laicale Somasco con l’intervento del Padre Generale e un momento storico-le spirituale per rivivere l’esperienza di S. Girolamo al Castello

 

Ore 19.00  trasferimento a Paderno del Grappa

 

Ore 20.00  cena

 

Ore 21.30  serata gioviale e allegra di presentazione dei gruppi che partecipano al convegno

Momento spirituale per rivivere l’esperienza di S. Girolamo al Castello

PADERNO DEL GRAPPA

DOMENICA 29 APRILE – Mattina 1° sessione

h. 9:00 Introduzione con meditazione iniziale che focalizzi il tema del primo giorno: la strada via da casa, per paura, necessità, bisogno… ma anche per fiducia e come scommessa per un futuro diverso – P. Mario

 

h. 9:15 video clip “Non è un film” di Fiorella Mannoia

 

h. 9:20 Sui sentieri che portano via da casa… la giornalista Anna POZZI racconta la scelta obbligata di stranieri costretti a scappare dal proprio paese per sopravvivere e quella libera e coraggiosa di Annalena Tonelli, testimone laica del dono di sé in un’altra terra

 

h. 10:00 SPAZIO DOMANDE

 

h. 10:15 BREAK

 

h. 11:00 Sui sentieri che portano via da casa… Brizida HAZNEDARI, mediatrice albanese che oggi lavora in Prefettura, grazie alla forza di partire e lasciare la propria terra,  con tenacia e fiducia nelle proprie capacità, per metterle a servizio

 

h. 11:45 SPAZIO DOMANDE

 

h. 12:00 S. MESSA

 

h. 13:00 BUON APPETITO


DOMENICA 29 APRILE – Pomeriggio 2° sessione

h. 15:00 VIDEO sulle realtà somasche nel mondo

 

h. 15:10 RACCONTO dell’esperienza di partecipazione dei laici al Capitolo Generale 2011, partendo dal documento realizzato in quell’occasione da una decina di laici provenienti da varie parti del mondo…

LA DIMENSIONE DELLA MONDIALITA’ OGGI: le voci dei laici somaschi dagli altri paesi o continenti seguendo due linee

– cosa significa far parte della famiglia somasca

– quali povertà possiamo accogliere e servire?

 

h. 16:10 BREAK LUNGO, durante il quale formare gruppi spontanei che chiacchierino e si confrontino sul tema “sviluppare la rete tra noi” in Italia e all’estero…

 

h. 17:00 RESTITUZIONE di alcune sollecitazioni dei gruppetti che vogliono condividere i loro pensieri e proposte

 

h. 17:15 ESSERE IN CAMMINO, PERCORRERE STRADE… i sentieri personali della vita di alcuni padri seguendo le orme di S. Girolamo… convertito, audace e umano!

Intervista a:

– padre Ambrogio Pessina

– padre Luigi Bassetto

– padre Aurelio Navarro

 

h. 18:30 SPAZIO DOMANDE

 

h.19:00 Presentazione mostra “Perché non mi guardi?”

 

h. 20:00 CENA!!!!!!!

 

h. 21:30 SERATA INSIEME… con musica, canti, balli e tanto divertimento

LUNEDI’ 30 APRILE – Mattina – 3° SESSIONE

h. 9:00 Meditazione iniziale che introduca al tema della giornata (la strada alla ricerca della casa della giustizia, dell’equità e della serenità, con scelte coraggiose che vanno contro ogni forma di disonestà e sopruso, cercando di costruire una realtà più equa e solidale, anche attraverso gesti quotidiani e alla portata di tutti) P. Mario

 

h. 9:15 Il coraggio di cambiare le cose, coniugando la legalità con l’attenzione alle fragilità umane… la sensibilità di tenere gli occhi (e il cuore) aperti ai drammi di chi va accolto… l’esperienza di VITTORIO RIZZI, direttore squadra mobile di Roma

 

h. 10:00 Spazio domande

 

h. 10:30 BREAK

 

h. 11:15 ESSERE LAICHE SOMASCHE OGGI… l’esperienza biografica di alcune donne che hanno seguito l’esempio di S. Girolamo con convinzione e dedizione:

– Mara Bossi, responsabile della comunità per tossicodipendenti di San Zenone

– Meri Dell’Atti, educatrice nel Villaggio del Fanciullo di Martina Franca

– Diana Spader, promotrice delle attività di educazione all’affettività presso il castello di Quero

 

h. 12:45 Presentazione della mostra “Mi vedi fragile?” e video sulle donne maltrattate

 

h. 13:00 BUON APPETITO

LUNEDI’ 30 APRILE – Pomeriggio – 4° SESSIONE

h. 15:00 Essere somaschi oggi… dentro le nuove povertà per dare risposte cristiane attuali: DON ALESSANDRO SANTORO, parroco di strada e fondatore della comunità cristiana di base Le Piagge di Firenze, studioso ed esperto di Don Milani, ci racconta il suo cammino con gli ultimi, in un quartiere degradato e lasciato a se stesso

 

h. 15:45 Spazio domande

 

h. 16:15 BREAK

 

h. 17:00 Testimoniare si può… l’esempio di una società civile che sa prendere posizione e smuovere le coscienze: l’esperienza delle maestre e delle mamme che hanno costruito una scuola di solidarietà, raccontata da una di loro, Flaviana ROBBIATI 

 

h. 17:30 Spazio domande

 

h. 18:00 Intervista ad Andrea Ferrazzi, assessore di Venezia e laico vicino alla famiglia somasca

 

h. 18:45 S. MESSA

 

h. 20:00 CENA!!!!!!!

 

h. 21:30 CONCERTO “GLI AMICI DI JONES”


MARTEDI’ 1° MAGGIO – Mattina

TREVISO – SANTUARIO MADONNA GRANDE

Ore 9.00: Partenza a gruppi, da Paderno del Grappa direzione Treviso

 

Ore 10.00: SPAZIO “FAMIGLIA SOMASCA”: flash dal Preposito generale, dal Provinciale Lombardo, dalle suore Missionarie somasche, dalle Benedettine della Provvidenza e panoramica delle associazioni somasche (in particolare la neonata ALS)

 

Ore 10.00: Sintesi finale in plenaria con prospettive e iniziative per il nuovo anno

 

Ore 11.30: S. Messa nel Santuario della Madonna Grande

 

Ore 13.00: saluti e partenze

 

PER LE ISCRIZIONI   

Programma Incontro Responsabili delle Compagnie – Nervi 4-5 giugno

Nervi  4, 5 giugno  2011

MLS – INCONTRO dei RESPONSABILI delle COMPAGNIE

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PROGRAMMA

 

– SABATO 4 GIUGNO – 

 

9,30                         ACCOGLIENZA per chi arriva il mattino (per gli altri il terrazzo sul mare)

 

10,00                        RIFLESSIONE a cura di Padre Mario  

           

10,30 – 11.30              CAPITOLO GENERALE 2011

  • Restituzione andamento del Capitolo ( P Checco e P Mario)
  • Partecipazione del MLS : l’esperienza,  i contenuti, il documento  (Elisa e CA)
  • Spunti per il futuro e per il MLS
  • Condivisione

 

11,30 – 11.45            PAUSA CAFFE’             

 

11,45 – 12,45            ALBAN0 2011 : La macchina organizzativa:

 

  • Presentazione del Programma del Convegno (Elisa)
  • Confronto e ultime sollecitazioni
  • Promozione a Tappeto
  • Stima dei Partecipanti 

 

13,00                         PRANZO

 

14,00                         .. LUNGO IL MARE

 

15,00 – 16,00  FORMAZIONE  MLS

  • Valutazione sussidi attuali
  • Bozza di proposta metodologica (P Mino e P Mario)     

 

16,00 – 16,30            PAUSA CAFFE’ E SIGARETTA per chi fuma

 

17,00 – 19,00… LA COSTITUZIONE IN ASSOCIAZIONE:

SEMPLICE STRUMENTO (2) ED OCCASIONE PER CRESCERE (1)

 

                        1) OCCASIONE PER CRESCERE

 

  • LAVORO A GRUPPI:
    • Come stanno oggi le nostre Compagnie
    • Cosa chiedono e cosa possono dare alla Famiglia somasca, tramite il MLS

 

  • PLENARIA PER RESTITUZIONE

 

20,00             CENA… NELLA BOCCA DELL’ASINO !

 

 

 

 

DOMENICA 5 GIUGNO

 

9,00 – 10,30            LA COSTITUZIONE IN ASSOCIAZIONE 

2) SEMPLICE STRUMENTO

  • Definizione
    • Statuto
    • Criteri per la rappresentanza di tutte le Compagnie e quote

 

  • Elezione organi di governo

 

  • Assegnazione deleghe

 

  • Rapporti con la Congregazione
  • Giovani
  • Formazione
  • Economia
  • Segreteria

 

10,30 – 10,45            PAUSA CAFFE’

 

10,45 11,30            RIPRESA DEI TEMI DELLA DUE GIORNI E SINTESI FINALE

 

11,45                           S. MESSA

 

 

12,30                          PRANZO

 

DALLE 13,30 — LA STRADA VERSO CASA 

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